100 Domande del Colloquio di Lavoro – e Come Rispondere [Lista Definitiva]

Colloquio di lavoro domande e risposte

Quante volte hai desiderato conoscere in anticipo le domande del colloquio di lavoro?

Smetti di sognare: adesso è realtà, grazie a questa lista completa e definitiva delle domande di un colloquio di lavoro.

100 domande:

Ci sono tutte, dalle più frequenti e generiche, alle più complesse e atipiche.

Ma non basta…

Ti spieghiamo anche come rispondere con successo alle domande del colloquio.

Cosa stai aspettando?

Inizia subito la preparazione del colloquio di lavoro!

Lista completa di domande e risposte per il colloquio di lavoro

Ecco come sono divise le domande (e risposte):

Non perdiamo altro tempo e iniziamo!

Le 5 Domande Più Frequenti del Colloquio di Lavoro

Queste prime cinque domande sono le domande più frequenti in un colloquio di lavoro:

Sono domande generiche, buone per ogni tipo di colloquio professionale.

È matematicamente impossibile affrontare un colloquio senza incappare in una di queste top 5!

Mi parli di lei

Molto spesso un colloquio di lavoro si apre con questa tipica domanda, che quindi è estremamente importante.

Spesso usata per rompere il ghiaccio, la domanda è così vaga che qualsiasi risposta può andare bene. O quasi.

Il punto principale da tenere a mente quando rispondi, è che ti viene chiesto chi sei da un punto di vista professionale, e non personale.

Quindi concentrati soprattutto sugli studi e sulle posizioni lavorative ricoperte, e tralascia per ora i dettagli personali, quelli verranno approfonditi con altre domande!

E se vuoi essere sicuro di non dimenticare niente di fondamentale, segui questi 3 punti chiave:

  • Inizia con una panoramica su chi sei – dal punto di vista professionale
  • Metti in evidenza le esperienze lavorative fondamentali che hai fatto
  • Chiudi spiegando perché sei interessato ad ottenere quel posto di lavoro

Si descriva in 3 parole

Elenco di domande frequenti del colloquio di lavoro

La consegna è semplice:

Tre parole ti hanno chiesto, tre parole avranno: non due, non quattro, ma tre.

È tra le domande più comuni in un colloquio di lavoro, quindi preparati bene.

Non ti vengono in mente tre aggettivi per descriverti?

Allora pensa alla lista dei tuoi pregi, e cerca tre lati del tuo carattere su cui puntare!

Perché dovremmo scegliere lei?

La domanda è standard, la risposta anche:

Perché sei il migliore. Punto.

La risposta è questa, ma non puoi dirla così, senza difendere la tua posizione:

Motiva la tua superiorità, convinci l’esaminatore che sei davvero la scelta perfetta.

Come?

Concentrati su questi 3 punti!

  • Sai fare il lavoro, e con ottimi risultati
  • Sarai un’ottima aggiunta al team, e non darai problemi
  • Hai un mix unico di abilità ed esperienza, che ti rende la scelta migliore

Prima del colloquio preparati una scaletta mentale su cui puoi strutturare la risposta:

Sii breve, e concentrati sui tuoi elementi di spicco, così che anche l’esaminatore se ne possa ricordare con facilità!

Risposte ai quesiti dell'intervista lavorativa

Quali sono i suoi punti di forza?

Che te lo chiedano esplicitamente o no, devi essere pronto a rispondere a questa domanda: sei arrivato fino al colloquio di lavoro per mettere in mostra il meglio di te, devi sapere su cosa puntare!

Allora come fare per trovare i tuoi pregi?

Fai un elenco delle tue migliori qualità, e scegli solo le più rilevanti per il lavoro che stai cercando. Racconta poi degli esempi concreti in cui hai messo in mostra i tuoi punti forti.

Ma attento:

Questa potrebbe essere una delle domande più importanti del tuo colloquio di lavoro, e molto spesso viene presa alla leggera. Quindi, preparala bene!

Quali sono i suoi punti di debolezza?

Non sottovalutare questa domanda: come per i punti di forza, anche i punti di debolezza sono elementi fondamentali in un colloquio di lavoro, ma troppo spesso non vengono preparati.

Allora come trovare i tuoi migliori punti deboli?

  1. Devono essere veri
  2. Devono essere legati all’ambito lavorativo
  3. Non devono rientrare tra le principali qualità richieste dal tuo lavoro

Una volta che hai detto quali sono i tuoi difetti, parla di quello che stai facendo per migliorarti.

Sembra facile, ma non lo è:

Allora leggi la nostra guida completa su come rispondere alla domanda sui tuoi punti di debolezza!

Il Candidato: 22 Domande e Risposte per il Colloquio

Qual è il suo sogno nel cassetto?

Come rispondere alle domande del colloquio lavorativo

I reclutatori usano spesso domande astratte per capire cosa c’è al di là degli aspetti formali del Curriculum Vitae.

Quindi capita di sentirsi rivolgere questa domanda, per approfondire questo particolare che magari è così poco legato alla nostra attuale attività che difficilmente potrebbe emergere in altro modo.

E non aver paura di dare risposte sincere: i sogni ambiziosi ma sinceri sono visti in modo positivo, soprattutto se possono spingerti a raggiungere un qualche obiettivo lavorativo.

Come allevia lo stress?

Ogni lavoro procura una certa quantità di stress, e sapere cosa fare per gestirlo è un ottimo punto a tuo favore.

Le risposte più positive sono quelle che puntano ad attività ricreative o hobby: niente di meglio di una seduta di yoga o di una corsa nel parco per riappacificarsi con il mondo!

Come si sentirebbe ad avere un capo più giovane?

Potresti entrare in un contesto in cui il tuo superiore è più giovane di te, abbastanza da sentirne la differenza.

Avresti problemi a seguire le indicazioni?

Se non ti è mai capitata una situazione del genere, rispondi che non ne hai esperienza, ma che sei pronto a seguire le indicazioni che ti saranno date, a prescindere dall’età di chi te le fornisce!

Tra gli interessi personali ha la lettura: qual è l’ultimo libro che ha letto?

Domanda sugli interessi personali al colloquio conoscitivo

…e ricordati che il giornale sportivo di ieri sera non rientra nella categoria “libri”.

Battute a parte, scegli con cura le passioni personali che metti nel tuo Curriculum Vitae, e indica solo quelle in cui sei davvero un appassionato, perché le reazioni possono essere due:

L’esaminatore ti chiede maggiori informazioni sull’argomento, per capire meglio che aspetti della tua personalità vengono messi in evidenza da un particolare hobby;

Oppure può anche capitare che il reclutatore – strano ma vero è una persona reale anche lui, con passioni e interessi – sia un fan della stessa cosa, e quindi potresti ritrovarti a raccontare una seduta di D&D particolarmente appassionante al tuo prossimo capo!

Come valuta il successo?

La risposta cambia in base a chi fa la domanda.

Secondo ciò che sai della cultura aziendale, dovresti capire se la vera differenza per l’azienda è avere una ricaduta positiva sull’ambiente, aumentare il fatturato o magari raggiungere la posizione leader nel mercato.

Pensa a quelli che sono i tuoi valori personali, e metti in risalto gli aspetti che si sovrappongono – potresti misurare il successo in base al numero di vendite fatte, o ad un giusto compromesso tra lavoro e vita privata, o al superamento di tutti gli obiettivi che ti eri posto.

Quali sono le caratteristiche di un buon capo secondo lei?

È un altro modo per chiederti quale sarebbe il tuo capo ideale, e per capire a che sistema di valori sei più improntato.

Sii coerente: se ti descrivi come un amante dell’organizzazione e della precisione, è difficile che per te un buon capo sia uno che lasci completa autonomia, disinteressandosi di come viene gestito il lavoro!

Cosa fa nel tempo libero?

Esempi di domande e risposte del colloquio informativo

È un modo meno diretto per chiedere delle tue passioni, o per verificare che quello che hai detto è vero – che immagine si faranno di te, se dici che hai la passione del trekking ma poi passi tutti i weekend sdraiato sul divano?

Cerca quindi di evitare le risposte che possano dare un’immagine non appropriata di te!

Come le piace lavorare?

Ami avere nuove sfide ogni momento, o preferisci ricavarti una sicura routine?

Vuoi decidere in autonomia il tuo modo di lavorare, o preferisci avere delle indicazioni precise?

Enfatizza un paio di caratteri del tuo modo di lavorare che siano in linea con quanto ti aspetti dal nuovo lavoro!

Mi descriva una situazione in cui ha messo in pratica questa sua abilità!

Rispondere con esempi concreti

Domanda classica, è usata dall’esaminatore per vedere quanta sostanza c’è dietro a quello che hai scritto.

Aspettatela quindi se hai indicato molte qualità, senza aver messo però elementi concreti a supporto (ricorda la regola d’oro, show don’t tell).

Per rispondere, un metodo sicuro è usare il cosiddetto metodo S.T.A.R.: Situation, Task, Action, Result.

Inizia raccontando la situazione (Situation) in cui ti trovavi, poi inserisci il compito (Task) che dovevi svolgere. Concluse le premesse, parla di tutto quello che hai fatto (Action, le tue azioni) e metti in evidenza come hai usato la particolare abilità di cui ti chiedono, per raggiungere il risultato (Result) – ovviamente in maniera brillante!

Lavora bene sotto stress?

Di solito ti fanno questa domanda se ti troverai a lavorare davvero in un contesto stressante, quindi serve a poco mentire spudoratamente se poi non riesci a sopportare l’ambiente di lavoro.

E se gestire lo stress non è tra i tuoi punti di forza, mentre lo dici cerca di sottolineare quello che fai per migliorare questo lato del tuo carattere!

Qual è il suo libro preferito?

Senza partire da una passione personale, ti chiedono qualche dettaglio sulle tue preferenze.

Al posto di un libro, possono chiederti di un film, o di un concerto, o delle riviste: il motivo per cui te la fanno è lo stesso, capire a caldo quali sono i tuoi interessi, cercando di superare qualche risposta che potresti avere già pronta.

Quale ruolo assume in un gruppo?

Domande tipiche per il colloquio di lavoro

Sei un leader naturale, o quando c’è da prendere l’iniziativa, cerchi di mimetizzarti con l’ambiente?

Sai prendere le tue decisioni, e difenderle e motivarle in un gruppo?

Sono molte le sfumature che può assumere questa domanda, tu fai riferimento a situazioni reali per dimostrare la tua attitudine nel modo più dettagliato possibile:

Nel contesto lavorativo (o di studio, nel caso fossi un neolaureato), senza dubbio avrai avuto occasione di metterti alla prova in un gruppo.

Se chiedessi ai suoi amici di descriverla, qual è l’aggettivo che sentirei più spesso?

In altre parole, descriviti come gli altri ti vedono.

Non usare aggettivi che non c’entrano nulla con quello che hai detto di te, ma resta sempre coerente.

Preferisce lavorare in autonomia o in gruppo?

Non ci sono secondi fini dietro questa domanda: davvero vuole sapere se preferisci lavorare da solo o in gruppo, e il perché è facile da immaginare.

Rispondi tenendo presente che tipo di lavoro stai cercando: se dovrai lavorare da solo, magari rispondere che dai il massimo quando sei in gruppo non è la mossa più saggia da fare.

Ama lavorare a contatto con le persone?

Domanda sulla tua personalità

È una domanda per tastare la tua personalità, e per capire se sia in linea con la posizione che ti viene offerta.

Usa un po’ di tattica: se dovrai passare le tue giornate davanti ad un pc, non rispondere che riesci a lavorare solo se parli con qualcuno ogni mezz’oretta.

O meglio, rispondi pure così, ma poi cercati un altro tipo di lavoro!

Che persona è per lei una fonte di ispirazione?

Steve Jobs? Marilyn Monroe? Bob Marley?

Chiunque sia, devi poi sapere motivare la tua scelta:

È questa motivazione il punto centrale della risposta, quindi fai una scelta in linea con un contesto lavorativo.

Mi dica una cosa che vorrebbe io non sapessi mai.

Se c’è qualcosa che vorresti il tuo capo non sapesse mai, un buon motivo ci sarà, quindi non rispondere la prima cosa che ti viene in mente, ma prenditi un momento per pensarci.

Inizia scartando tutto quello che non è appropriato al contesto lavorativo – non è un tuo amico che te lo sta chiedendo, quindi il discorso deve restare su un certo livello di decoro!

E poi cerca un momento complicato della tua carriera – di studio o di lavoro – che ti ha messo in difficoltà, ma da cui sei uscito: parlane, e soprattutto parla di quello che hai imparato!

Che cosa la spinge ad alzarsi dal letto per andare a lavorare?

Le motivazioni al colloquio di lavoro

Il caffè, nero e amaro come un lunedì mattina”.

Forse è davvero così, ma visto che ti stanno chiedendo cos’è che ti motiva nella tua giornata, potrebbe non essere una buona risposta!

Mantieniti su sensazioni positive, opportunità da cogliere, conquiste da raggiungere!

Qual è la sua citazione preferita?

Una citazione può dire tanto su quello che siamo, sui valori che ci ispirano, sui modelli che vogliamo seguire.

Esiste un’unica risposta sbagliata: non rispondere!

La favorita di Oprah Winfrey: Qual è la tua pratica spirituale?

Domanda preferita di Oprah Winfrey al colloquio

Non cerca risposte sul credo religioso, ma sul rapporto che uno ha con sé stesso.

Vuole sapere cosa fa il candidato per restare concentrato, per focalizzarsi su di sé.

Perché?

Perché Oprah crede che una componente fondamentale per il successo sia proprio questa capacità di essere in perfetta sintonia con chi si è veramente!

Come si tiene aggiornato su [una tua passione]?

Te lo potrebbero chiedere per sapere se davvero sei tanto appassionato quanto dici su un certo argomento.

Cerchi lavoro nel Digital Marketing perché ti dici un grande appassionato, ma non hai mai sentito nominare Hubspot, Moz, Ahrefs o Backlinko?

Allora la tua passione è meno profonda di quanto credi!

Cosa fa per migliorarsi?

Migliorare i punti di debolezza lavorativi

Come tutti, hai dei punti deboli.

Ma accettarli senza fare nulla per migliorarsi non è un buon atteggiamento, e non avere risposta a questa domanda non è valutato molto positivamente.

Quindi vogliono sapere se stai attivamente costruendo delle procedure per colmare le lacune che ti riconosci, o per limitare alcuni difetti, come lo stai facendo e i risultati che stai ottenendo.

Cerca di sottolineare soprattutto l’impegno che ci metti!

Le Domande del Colloquio su Esperienza e Competenze

Mi parli delle sue esperienze passate!

“Cioè, devo ripetere il Curriculum?” non è una risposta accettabile, né ora né mai.

E sì, è stata sentita troppe volte per pensare che sia solo un brutto incubo.

Pensi non abbiano avuto voglia di leggere il CV?

Forse hai ragione, forse hai torto, in ogni caso tu racconta le tue esperienze.

Magari conoscono il tuo Curriculum anche meglio di te, ma hanno intenzione di capire cosa resta delle tue esperienze se le togli dalla forma artificiale del CV.

In ogni caso, è un’ottima occasione per aggiungere tutti quei piccoli dettagli che hai dovuto eliminare quando hai scritto il Curriculum, sfruttala al meglio delle tue possibilità!

Quali sono i suoi più grandi successi?

Successi della tua carriera lavorativa

Può succedere che sul momento non ti vengano in mente proprio i momenti migliori, e che quindi sprechi quest’occasione per fare una buona impressione.

A mente fredda è molto più facile ricordare quali sono stati i successi più importanti della tua carriera lavorativa: per tua fortuna ci hai già dovuto pensare, mentre scrivevi il Curriculum Vitae!

Ripensa quindi a cosa hai scritto sul tuo Curriculum, e rispondi con i successi che hai evidenziato lì: è un ottimo punto di partenza, che puoi ampliare a piacere.

Mi descriva la sua giornata lavorativa

È una domanda generale, di introduzione alle tue esperienze attuali: vogliono saperne di più su quali sono le tue mansioni ordinarie, su come è organizzata la tua giornata lavorativa e su quali sfide ti concentri giorno per giorno.

Inizia parlando degli aspetti che secondo te possono essere più rilevanti per la nuova posizione, e poi entra sempre più nei dettagli.

Non essere generico, o sbrigativo: se te lo chiedono è perché vogliono sentire una risposta dettagliata!

Ha lavorato mentre studiava?

Ti sei concentrato solo sullo studio, o hai portato avanti studio e lavoro?

Come ci sei riuscito, e con quali risultati?

Riuscire ad ottenere risultati in due campi diversi portandoli avanti in contemporanea è una grande qualità, e dimostra una notevole forza di volontà da parte tua.

Che tipo di qualifiche ha?

Titoli di studio, corsi di perfezionamento, corsi di aggiornamento: inizia partendo dai titoli che sono più importanti e poi elenca gli altri – meglio che ti giochi subito le carte migliori che hai a disposizione.

Ma se non hai alcuna qualifica, perché tutto quello che sai l’hai appreso sul campo?

Allora nella tua risposta passa subito a parlare della tua esperienza diretta, e valorizzala!

Perché non ha lavorato in questo anno?

Domanda sui buchi del tuo Curriculum Vitae

Puoi scommettere il tuo ultimo centesimo che ti faranno questa domanda, se vedranno un vuoto nella tua carriera.

Preparati prima la risposta che vuoi dare:

E ricorda che esserti preso del tempo per crescere come persona è un valore aggiunto, e non una colpa.

Vedo che non ha esperienza nel campo [qualsiasi]?

La risposta che verrebbe da dare è: Se lo hai visto, perché me lo stai chiedendo?

Ma non è il caso di essere impulsivi: certo, la risposta la conosce, ma se te lo chiede un motivo c’è.

Andiamo per punti.

Allora, se ti hanno chiamato per il colloquio anche se non hai esperienza diretta nel campo, o sono incompetenti o non è così importante per loro.

Nel caso siano incompetenti, è meglio per te se non ci lavori insieme.

Nel caso contrario, vuol dire che hanno visto in te possibilità adeguate, anche senza esperienza diretta.

Allora questa domanda ha lo scopo di verificare che anche tu sia sulla stessa lunghezza d’onda: quindi una buona risposta riconosce che sei effettivamente senza esperienza, ma che in compenso le tue abilità di punta sono proprio quelle richieste per fare al meglio quel lavoro!

Cosa ha fatto quando è stato in disaccordo con i suoi superiori?

Parlare delle esperienze precedenti

Non sempre si può essere d’accordo con le istruzioni che arrivano dall’alto, e questo capita a chiunque.

Saper gestire in modo professionale e produttivo questo tipo di situazioni è un punto molto ben visto dai selezionatori: significa che la persona in questione difficilmente avrà problemi a relazionarsi e ad affrontare con lo spirito giusto le sfide che lo attendono.

Quando racconti la tua storia quindi, sottolinea tutto quello che hai fatto, assumiti le tue responsabilità, senza scadere mai in commenti spiacevoli per i tuoi capi precedenti: non è il caso di darti a pettegolezzi inutili.

Perché ha seguito questo corso di studi?

Questa è una domanda che capita se il tuo corso di studi è abbastanza lontano da quello che di solito si vede per una certa posizione:

Insomma, se hai studiato Storia e cerchi lavoro nel Marketing, aspettati una domanda del genere.

E poi rispondi con sincerità: può essere che le prospettive di lavoro legate a quegli studi particolari non facessero per te, oppure che hai studiato quello che ti piaceva, ma poi hai cercato lavoro in tutt’altro ambito.

In ogni caso, l’importante è che tu riesca ad argomentare con convinzione le tue scelte: stanno valutando se hai fatto le tue scelte a caso o seguendo un filo logico, se avessero pensato che non hai gli studi giusti non ti avrebbero nemmeno chiamato per il colloquio!

Mi dica l’ultimo errore che ha commesso!

Domande difficili al colloquio di lavoro

Non ne ho mai fatti in vita mia” è un po’ troppo grossa da dire.

Ricorda che ti stanno valutando prima di tutto come lavoratore, quindi evita di andare sul personale.

Ah, non possono sapere se quello che gli dici è davvero l’ultimo in ordine cronologico, quindi puoi scegliere quello che vuoi: non sbagliare scelta!

E come ha rimediato al suo errore?

Anche se non te lo chiedono, dovresti dirlo tu!

E se non ci fosse stato un vero rimedio perché il danno era irreparabile?

Allora porta il discorso su cosa hai imparato dal tuo errore, e cosa hai fatto per evitare di ripeterlo!

Perché è stato licenziato?

Succede, e nasconderlo non serve a nulla, quindi sii sincero sui motivi.

Ma poi aggiungi cosa questo ti abbia insegnato, e che consapevolezza ha portato nel modo in cui affronterai il nuovo lavoro!

Che programmi sa usare?

Una domanda sulle competenze informatiche è quasi assicurata.

Come per le lingue, se hai un certificato parlane, altrimenti descrivi le tue abilità in modo oggettivo – o almeno nel modo più oggettivo possibile!

Ha fatto qualche esperienza di volontariato?

Parlare di esperienze di volontariato al lavoro

Disporre del tuo tempo libero a favore di una qualche causa che ti sta a cuore è un’ottima cosa:

Dovresti già metterla in evidenza nel Curriculum Vitae, ma magari hai dovuto sacrificare questa informazione per altre più rilevanti.

È possibile allora che te la chiedano direttamente, per sapere se hai trovato delle cause che ti hanno appassionato!

Ha costruito amicizie di lunga durata nei suoi precedenti lavori?

È un modo per dare concretezza alla frase del tuo curriculum che dice “Ottime abilità interpersonali”.

Se hai passato dieci anni della tua vita in un ufficio con le stesse persone, ma dopo un paio di mesi che hai smesso di lavorare lì, non hai più alcun contatto con loro, magari le tue “abilità interpersonali” non sono così profonde come credevi…

Che strumenti usa per organizzarsi?

Alcune volte non basta scrivere “organizzazione” nell’elenco di abilità di un Curriculum Vitae, alcune volte ti chiedono di spiegare come riesci ad organizzarti la tua vita.

Usi un’agenda cartacea? Un calendario elettronico?

O forse hai un’app sul cellulare su cui annoti di tutto, dalla lista della spesa agli appuntamenti cui devi andare?

Anche non usare alcun strumento dice qualcosa su di te: o che hai una memoria formidabile e una capacità innata di organizzazione, oppure che non sei così organizzato come credi.

Perché ci ha messo N anni a laurearsi?

Cosa dire al colloquio di lavoro

Perché quell’esame proprio non riuscivi a passarlo.

Perché volevi approfondire gli studi, e per sicurezza hai rifatto due volte ogni esame.

Perché essere Batman è più impegnativo di quanto ti aspettassi.

I motivi sono infiniti: a prescindere da quale sia il tuo, cerca di dare una spiegazione che sia accettabile da un punto di vista lavorativo, e che non metta in evidenza la curiosa relazione tra le lezioni mancate e le partite della tua squadra del cuore!

Qual è il suo livello nella lingua [qualsiasi]?

Sempre di più le lingue sono uno dei primi elementi che vengono cercati dalle aziende.

Se hai dei certificati autorevoli che attestano il tuo livello, loro parlano al posto tuo.

Altrimenti, cerca di essere oggettivo nel valutare le tue competenze: anche perché la prossima domanda del tuo colloquio potrebbe essere proprio in quella lingua!

Non è troppo qualificato per questo posto?

Dietro questa domanda si nasconde una semplice paura: che non sei davvero interessato a quel lavoro, ma solo a lavorare, e che appena troverai di meglio te ne andrai via alla velocità della luce.

Vero, falso, chissà: ma se vuoi il posto di lavoro, devi riuscire a convincere chi ti sta di fronte che le tue intenzioni sono serie!

Cosa pensa del suo capo precedente?

Domande sul superiore durante il colloquio conoscitivo

Se è stato un buon capo, allora la risposta ti sarà facile.

Me se la risposta che ti viene sarebbe da censura, ripensaci:

Non stanno valutando il tuo capo, ma te.

La convivenza è stata difficile? Allora lascia perdere gli errori del tuo capo e sottolinea la tua capacità di venire a patti con idee e progetti su cui non eri d’accordo!

C’è stata una persona che ha fatto la differenza nella sua carriera?

Magari un incontro con un selezionatore ha fatto chiarezza nella tua carriera, o un insegnante ti ha indirizzato verso un campo di cui ignoravi l’esistenza.

Ci sono incontri che possono aver dato una svolta unica alla tua vita: capire chi e perché, è un modo per capire qualcosa di più su di te.

Si porta il lavoro a casa se non l’ha finito?

Insomma, quanto sei predisposto a fare straordinario?

Le ragioni che spingono questa domanda possono essere due, contrapposte:

Stanno cercando di capire se sei in grado di completare quello che ti viene richiesto nel tempo assegnato e se riesci a mantenere un buon bilanciamento vita-lavoro.

O al contrario se sei disposto ad investire tutto quello che puoi dare nel lavoro, anche oltre i limiti “tradizionali”.

Se hai fatto un po’ di ricerche prima del colloquio, saprai quale delle due risposte è quella giusta per la cultura dell’azienda.

esperiMa se non sei sicuro, una buona risposta può evidenziare le tue capacità di organizzazione – che ti permettono di finire tutto nelle ore a disposizione – ma anche la tua disponibilità a completare gli incarichi oltre l’orario di lavoro se talvolta dovesse essere necessario – perché sai quanto è importante portare a termine il lavoro.

Qual è stato il lavoro più noioso della sua carriera?

Il lavoro più noioso della tua esperienza

Serve per capire meglio quanto vai bene per la situazione lavorativa che ti aspetta.

Evita di rispondere con un lavoro simile a quello che andrai a fare, non sarebbe certo la risposta migliore che puoi dare!

Quali materie le son piaciute di più / di meno? Perché?

Se la maggior parte del tuo Curriculum Vitae è occupato dagli studi, aspettati qualche domanda più specifica su quello che hai studiato.

Non vuol dire prepararti ad un’interrogazione – anche se non è escluso che qualche domanda ti possa capitare – ma almeno ricordarti il nome dei corsi che hai seguito sì!

La favorita di Richard Branson: cosa non hai avuto modo di inserire nel Curriculum?

Richard Branson è tra quelli che non amano i Curriculum Vitae così tanto da basarsi solo su quello che c’è scritto – altrimenti il colloquio a cosa serve?

Magari non sarà lui a farti questa domanda, ma ti potrebbe capitare…preparati una buona risposta!

Qual è stato l’ultimo viaggio che ha fatto?

Domanda sul tuo viaggio più recente

Sei andato al mare in un resort di lusso?

Oppure hai preso una tenda e sei partito all’avventura?

O ancora sei andato a vedere quel museo che erano secoli che volevi visitare, o a vedere la finale dello sport di cui sei un grande tifoso?

Sono tantissime le cose che un viaggio può dire su di te, su chi sei e su cosa cerchi!

Mi descriva come gestisce un cliente difficile alle prese con un problema!

Alcune volte, per rendere più verosimile la situazione, si improvvisa anche un piccolo gioco di ruolo, con l’intervistatore che fa la parte del cliente, e il candidato che deve cercare di renderlo soddisfatto.

In ogni caso, il percorso da seguire è simile:

  • Ascolta attentamente la richiesta/lamentela del cliente
  • Dimostra empatia verso il problema del cliente
  • Assumiti la responsabilità per risolvere la situazione
  • Proponi una soluzione, e le alternative possibili
  • Assicurati di aver risolto il problema, e che il cliente sia soddisfatto
  • Non perdere mai la calma

18 Domande sulla Tua Carriera Professionale

Perché vuole cambiare posto di lavoro?

Parla di quello che non ti ha convinto nella posizione di lavoro precedente: può essere stato l’ambiente di lavoro, gli orari, lo stress, o perché no, anche la distanza da casa.

In base a quello che sai del nuovo lavoro, evita di parlare di elementi che potrebbero ripresentarsi subito nella nuova posizione.

E non arrivare mai a parlare male di colleghi e capi: anche chi ti sta di fronte potrebbe essere un tuo collega o il tuo capo di domani!

Ha lasciato quattro aziende in due anni: noi saremo la quinta?

La sincerità nelle risposte all'intervista di lavoro

Magari sì: anche se questa fosse la tua risposta sincera, non puoi darla!

Rassicura chi hai di fronte sulle tue intenzioni serie, sottolineando i motivi che ti hanno spinto a cambiare nelle altre occasioni – e che ovviamente non ci sono in questa nuova situazione.

Che cosa le piace della nostra azienda?

I soldi che date a chi lavora per voi.

Forse. Anche. Ma non dirlo.

Focalizzati sugli elementi che l’azienda stessa valuta maggiormente: hai fatto le tue ricerche, sai come la società vuole presentarsi.

E allora potresti parlare del prestigio di cui gode nel settore, della sua crescita, dell’ambiente di lavoro, della mission aziendale, del carisma riconosciuto dei capi…

Dove si vede tra 5 anni?

La domanda è semplice, ma la risposta no.

Innanzitutto evita cose imbarazzanti del tipo “General Manager dell’azienda”!

Un po’ di pensiero inverso viene comodo in questa occasione: secondo te, perché ti hanno fatto questa domanda?

Vogliono essere rassicurati sul fatto che non cambierai azienda, o che non cambierai tipo di lavoro? O magari stanno testando la tua ambizione – o la mancanza di ambizione?

La risposta migliore è quella che va nella direzione più efficace in base a come sta andando il colloquio di lavoro:

Cerca di capire se sono più interessati a qualcuno che scali le gerarchie dell’azienda, o a un punto fermo su cui riporre piena fiducia negli anni – e in base a questo dai la tua risposta.

Cosa sa della nostra azienda?

Cerca informazioni sull'azienda prima dell'intervista lavorativa

Tutto, dovresti sapere tutto, anche il gusto di gelato preferito dal CEO!

Non sempre però riesci a studiarti bene un’azienda prima del colloquio di lavoro, oppure le informazioni non sono così specifiche come vorresti.

Può essere una buona idea mostrarti preparato ma non troppo: così puoi dimostrare di aver fatto le tue ricerche sull’azienda – ottimo modo per dimostrare il tuo interesse – senza essere così supponente da sapere tutto.

Come?

Basta che inizi dando tu qualche informazione sull’azienda e poi passi a chiedere informazioni più nel dettaglio su aspetti specifici, e il gioco è fatto!

Qual è il salario che si aspetta?

Tra le cento domande del colloquio di lavoro, era impossibile non averne almeno una sui soldi.

Non c’è troppo da esser contenti però, perché nessuno è d’accordo su come bisognerebbe rispondere a questa domanda.

Alcuni sostengono che devi evitare di dare una risposta: rigira la domanda, temporeggia, fai finta di svenire, ma non essere il primo a parlare di numeri.

Altri consigliano invece di non dare una cifra cifra sola, ma di indicare gli estremi con un minimo e un massimo, così da assicurarti un certo spazio “di manovra” per negoziare.

Se non c’è accordo, è perché non c’è una risposta migliore a priori, ma devi scegliere quella che funziona meglio nel tuo caso specifico.

E qualsiasi sia il tuo approccio, su un elemento non puoi sbagliare: non farti trovare impreparato, fai le tue ricerche, e assicurati di sapere quanto vale la tua esperienza in un certo ruolo!

Se dovessimo trovarci a festeggiare il suo primo anno in azienda, quale sarebbe il maggior risultato che potremmo festeggiare?

Il surclassamento della concorrenza? L’incremento delle vendite? O una reputazione cristallina dell’azienda?

Cerca di capire qual è la maggior aspettativa dell’azienda nei tuoi confronti, e dai una risposta che sia allineata a questa aspettativa!

Come è venuto a conoscenza dell’annuncio?

Una domanda sul processo di selezione

Non sempre il percorso che ti porta al colloquio di lavoro è così semplice come potresti pensare:

Lo sanno bene gli esaminatori, che cercano di capire quali sono i canali di informazione che hanno funzionato nel tuo caso, per sapere come comportarsi per le prossime occasioni.

Ma con questa domanda l’esaminatore vuole anche sapere se la ricerca di lavoro ti è stata segnalata – e da chi – oppure se stavi cercando attivamente un nuovo lavoro:

Se così fosse, potrebbe poi chiederti se sei coinvolto in altri processi di selezione!

Ha fatto altri colloqui di lavoro?

Non è semplice rispondere, soprattutto perché non è facile capire quali siano i motivi che ci stanno dietro.

Potrebbero chiedertelo per sapere se sono in concorrenza con qualche altra azienda, oppure se stai cercando lavoro in altri ambiti, oppure perché vogliono sentirsi rispondere che sono l’unica azienda su cui stai puntando.

Di solito è meglio mantenere l’illusione che tu affronti un’unica richiesta di lavoro per volta, ma se davvero stai seguendo due processi di selezione in parallelo, potresti giocarti questa carta per negoziare condizioni migliori!

Come intende affrontare i primi 30 giorni nella sua nuova posizione?

Ti stanno chiedendo come pensi di integrarti nel nuovo ambiente di lavoro, e quanto tempo ti ci vorrà per essere produttivo.

Una buona risposta è immaginare qualche giorno per integrarti, per allacciare le fila con i colleghi e con i doveri della tua nuova posizione, per poter partire e assicurare il tuo contributo all’azienda nel migliore dei modi.

E per poter fare la differenza, in meglio!

In quanto tempo potrà dare il suo contributo effettivo?

Decisamente esplicita, vogliono sapere quanto tempo ci metterai ad essere produttivo a pieno regime.

Meglio cercare di mantenersi su tempistiche generiche, assicurando però un rapido inserimento all’interno del tessuto organizzativo e lavorativo.

È la persona giusta per questo posto? Perché?

Domande più comuni nel colloquio di lavoro conoscitivo

Ovvio che pensi di essere la persona giusta, ma spiegare perché è un po’ più difficile.

In realtà devi pensare a quello che hai già analizzato facendo il Curriculum Vitae e la lettera di presentazione: i punti di contatto tra te e la posizione aperta.

Riassumi brevemente in che modo tu corrispondi al profilo che stanno cercando, e sottolinea il più possibile la tua unicità, il valore che solo tu puoi portare all’azienda – possono essere competenze specifiche, una vasta esperienza, uno spirito innovatore!

Perché si è candidato a questo lavoro?

Quello che vogliono sapere da te è cosa ti spinge, che cosa ti interessa della posizione.

Magari la mission dell’azienda, la posizione in relazione alla tua carriera, l’ambiente lavorativo…

Ma non metterci troppo a rispondere, non dovresti aver bisogno di cinque minuti per pensare ai motivi che ti hanno portato a quel colloquio!

Quali pensa che saranno i suoi compiti?

La domanda potrebbe essere fatta più semplicemente: “Cosa ha capito del lavoro che dovrà fare?”.

Semplicità o meno, ti sta chiedendo se hai fatto i compiti a casa: hai letto bene l’annuncio, hai cercato di capire i doveri, le mansioni, le responsabilità del lavoro che ti aspetta?

E non preoccuparti se non riesci a rispondere in modo preciso: non sempre gli annunci sono fatti bene, magari sono generici, o troppo brevi.

Molto spesso la mansione specifica non può essere spiegata in modo efficace in un annuncio, quindi tu ripercorri gli elementi principali dell’offerta di lavoro insieme all’esaminatore, ci penserà lui a spiegarti nel dettaglio tutto il resto che ti serve sapere!

È disposto a viaggiare?

Disponibilità ai trasferimenti per lavoro

Nessun secondo fine: ti stanno davvero chiedendo se sei disponibile a viaggiare.

Ma prima di rispondere, chiedi cosa intendono per viaggiare!

In alcuni casi, può voler dire fare degli spostamenti in giornata, più o meno frequenti; altre volte, potrebbe significare fare trasferte di più giorni, magari anche all’estero.

Chiedi prima di rispondere in modo affrettato, perché dopo non potrai tirarti indietro!

È disposto a trasferirsi?

I motivi della lontananza che richiede un trasferimento possono essere due:

O sei tu che stai facendo un colloquio per un posto di lavoro lontano da casa tua, oppure è l’azienda che pensa, prima o poi, di trasferirti presso altre sedi – o di cambiare lei stessa sede.

In entrambi i casi, è della tua vita personale che si sta parlando, devi essere pronto a rispondere avendo ben chiaro cosa significa una risposta affermativa.

Quali sono le sue aspirazioni professionali?

Parla dei piani che hai per la tua carriera, dei tuoi obiettivi a breve termine prima e di quelli a lungo termine poi, e di quello che pensi di fare per raggiungerli.

Dimostra come la nuova posizione sia perfettamente coerente con la tua pianificazione, e concentrati su quel punto, senza essere troppo dettagliato sul futuro:

Non dare l’idea di aver già pianificato anche quando lascerai la nuova azienda!

Cosa sa sulla situazione del nostro mercato?

Concorrenti, leader di settore, clienti principali.

Se la ricerca sull’azienda è obbligatoria, conoscere anche la situazione del mercato di riferimento è il passo successivo.

In base alla posizione che occuperai nell’azienda, queste informazioni possono essere più o meno importanti: in ogni caso sono un valore aggiunto, se ne hai la possibilità fai qualche ricerca anche su questo!

16 Domande Non Convenzionali (Che Avresti Voluto Conoscere Prima)

Mi convinca a mangiare il suo piatto preferito, che contiene un ingrediente che non mi piace!

Domande non convenzionali al colloquio di lavoro

Certo, magari il tuo piatto preferito è lo stesso dell’esaminatore.

Ma qui non stiamo parlando del tuo piatto preferito, o dei gusti del tuo recruiter.

Stiamo parlando della tua capacità di comprendere e superare un problema, con le risorse che hai a disposizione.

Come in altre domande simili, quello che interessa è come decidi di affrontare l’ostacolo: cercherai di nascondere l’ingrediente incriminato? Ti rassegni a non aggiungerlo? O cerchi di capire perché non piace, e di superare il problema?

Come licenzierebbe un suo dipendente?

Il licenziamento è parte naturale della vita in un’azienda.

È possibile quindi che ti chiedano cosa faresti, per valutare le tue capacità manageriali, e per assicurarsi che sia in grado di fare il tuo dovere quando necessario, e che riesca a farlo in modo tale da non danneggiare l’azienda.

Non mostrarti incapace di licenziare, ma nemmeno un amante dei licenziamenti:

Cerca di mantenerti a metà strada, capace di svolgere questo dovere, poco piacevole, quando e se necessario.

Nel rispondere, inizia dal processo che porta al licenziamento:

Assicurati di aver provato ogni altra soluzione, e, nel caso fossi obbligato, puoi dire che seguiresti questi quattro passi:

  1. Consulta il settore delle Risorse Umane dell’azienda per informarti sul protocollo aziendale in questi casi
  2. Informa il dipendente, cercando la giusta via di mezzo tra la noncuranza e l’eccessiva empatia
  3. Ripercorri con il dipendente il suo operato nell’azienda, quello che ha fatto bene insieme a quello che ha fatto meno bene
  4. Chiarisci i dubbi e non lasciare nulla in sospeso – ma senza negoziare la decisione

Se potesse incontrare il protagonista di un film, chi sarebbe e perché?

Ti berresti un “Vodka Martini: agitato, non mescolato” con James Bond? Oppure faresti una colazione da Tiffany con Holly?

Non esistono risposte sbagliate, basta che tu riesca a dare buoni motivi per la tua scelta!

Disegni un oggetto che la rappresenta!

Fare un disegno che rappresenti la tua personalità

Ebbene sì, possono capitare anche queste domande.

Che risposta ci si aspetta da te?

Come spesso accade, il punto importante è il motivo che ti spinge verso una certa risposta – o verso un certo oggetto in questo caso.

Quindi qualsiasi cosa può andar bene, finché la riesci a motivare in modo convincente!

Se vincesse 10 milioni alla lotteria, come li spenderebbe?

Sembra non c’entri nulla con il lavoro…

…e in effetti è proprio così.

C’entra invece con la tua personalità: una domanda del genere serve per metterti in una situazione astratta, toglierti qualche paletto mentale, e vedere come ragioni a briglia sciolta.

E anche quali possono essere i tuoi valori: se stai facendo il colloquio di lavoro per una ONG che si occupa di problemi legati alla fame nel mondo, rispondere con “Mi compro una Ferrari nuova ogni anno” potrebbe non essere la risposta giusta da dire!

Se dovesse creare un’azienda domani, quali sarebbero i 3 valori fondamentali della sua azienda?

Una domanda strana, ma serve per vedere quali pensi siano i valori che per te contano di più, in un contesto lavorativo realistico.

Se stai facendo un colloquio per un’azienda che ha una cultura ben definita, magari fatti ispirare dai loro valori…

…ma non essere spudorato, copiarli non ti sarà di grande aiuto!

Se dovesse scegliere 3 oggetti da portarsi in un deserto, cosa sceglierebbe?

Classica domanda dell'intervista lavorativa

Gli esaminatori cercano di portarti fuori dalla tua comfort zone, per vedere come ragioni in contesti del tutto imprevisti.

Ha importanza cosa scegli? Sì e no.

Sì: se scegli un caricabatterie, un DVD e un muffin, e non trovi un modo di giustificare queste scelte, magari il selezionatore inizia a dubitare delle tue capacità logiche.

No, se scegli oggetti che possono avere una giustificazione logica – che ovviamente dai.

Pensa sia meglio “perfetto in ritardo” o “buono in tempo”?

Certo, “perfetto in tempo” sarebbe il massimo, ma sai che non può accadere.

Dovendo scegliere tra le due alternative, quasi sempre la risposta da preferire è la seconda, il “buono in tempo”.

È raro – molto raro – che le aziende valutino positivamente l’incapacità di rispettare le scadenze, fosse anche per raggiungere la perfezione!

Mi venda questa penna.

Mi venda questa penna

La sera prima del colloquio di lavoro guardati “The Wolf of Wall Street” e sei a posto, saprai come vendere quella penna!

Se qualcuno scrivesse una biografia su di lei, quale sarebbe il titolo?

L’avrai capito, inutile cercare la risposta giusta.

Ti poteva chiedere di descriverti in poche parole, e invece ha preferito questa domanda:

Ma questi pensieri li farai dopo, sul momento cerca di dare una risposta accettabile, magari puntando sulla simpatia!

Se fosse un supereroe, quale potere vorrebbe avere?

Tra le domande che ti portano fuori dal ragionamento consueto, questa è abbastanza diffusa – certo potrebbero chiederti in quale Casa di Hogwarts entreresti, ma di solito il superpotere è più comune.

La risposta?

Qualsiasi che tu riesca a motivare, e che sia socialmente accettata – meglio se eviti i superpoteri da supercattivo!

Mi spieghi come fare [una qualsiasi cosa facile], sapendo che sono un alieno che non sa nulla della vita terrestre.

Immedesimarsi in un altro punto di vista

Sei in grado di essere davvero oggettivo, e di non tralasciare nulla? Davvero riesci a metterti nei panni di qualcun altro, anche molto diverso da te?

A prescindere da quale sia la cosa che ti chiedano di spiegare – fare un panino, preparare un tè, mandare una email – quello che vogliono capire è quanto ti sia facile vedere le cose da un altro punto di vista, e riuscire a spiegarle in modo semplice e comprensibile.

Se fosse un’azienda, quale sarebbe il suo motto?

Ti senti pronto a rispondere “Oltre le tue aspettative”? Andrebbe benissimo!

O forse vai su un “Il cliente prima, sempre e comunque”? Va bene comunque!

Qualsiasi risposta è accettabile, purché non sia di cattivo gusto!

Mi racconti una storia!

Domanda che non capiterà certo a tutti, ma se ti proponi come Communication Manager devi dimostrare che sai raccontare una storia, una qualsiasi.

Allora, scegli una storia che ti piace e che conosci bene, fai un bel respiro e inizia a raccontare!

Se fosse un animale, quale sarebbe?

Qualità lavorative riconosciute agli animali

Rispondi con un animale rappresentativo di una qualche abilità che ti riconosci, e che pensi sia utile in ambito lavorativo.

La formica per la laboriosità, il lupo per la capacità di lavorare in branco…ehm, gruppo, il leone per la forza, il quokka per il sorriso, l’ornitorinco per la creatività!

Insomma, evita serpenti, bradipi e puzzole e non avrai problemi!

Se avesse la possibilità di aprire un’impresa, che cosa farebbe?

Immagina che arrivi Jeff Bezos e ti dia 40.000 dollari per la tua nuova azienda: cosa fai?

Ti apri un negozio di tavole da surf? Una casa editrice? O vuoi rivoluzionare il mondo della pasticceria?

Una domanda senza finalità pratiche (no, non ti daranno 40.000 dollari per vedere cosa ne tiri fuori), ma utile per andare al di là delle solite formule precostituite sui tuoi sogni, e, perché no, vedere quanto spirito imprenditoriale sai tirare fuori.

11 Domande Rompicapo per un Colloquio di Lavoro Atipico

Una lumaca vuole raggiungere la cima di un palo della luce: ogni giorno risale di 4 metri, ma ogni notte scivola giù di 3. Quanti giorni ci mette a raggiungere la cima del palo, che è alto 7 metri?

La domanda rompicapo della lumaca al colloquio di lavoro

La domanda è un trabocchetto: la lumaca, al netto di salita e discesa, risale di un metro ogni giorno, quindi la prima risposta che verrebbe da dare è 7 giorni per 7 metri…

…ma è sbagliata!

Infatti, già il quarto giorno riesce a raggiungere la cima!

Ragiona a voce alta, e non ti preoccupare anche se dai una risposta sbagliata: per l’esaminatore è un buon modo per vedere come affronti gli errori!

Ha un rapporto da consegnare tra due ore, ma è certo che due ore non basteranno per completarlo: cosa fa?

Il problema della scadenza impossibile da rispettare è abbastanza comune: quello che viene testato è il tuo approccio ad un problema che non ha soluzione.

Infatti, per quante cose tu possa provare – chiedere aiuto a colleghi, contestare la scadenza, cambiare il fuso orario di Greenwich, tornare nel passato – il selezionatore non cambierà i termini della domanda: quel rapporto non riuscirai a finirlo nei tempi dovuti, è troppo lungo.

Cosa puoi fare?

È chiaro che l’approccio è la parte più importante della risposta, quindi non ti dare per vinto: fai domande, ragiona a voce alta, e cerca nuovi punti di vista!

La favorita di Elon Musk: sei sulla superficie della terra, e cammini un miglio a sud, uno a ovest, uno a nord, e ti ritrovi esattamente dove sei partito. Dove sei?

Ci sono due risposte a questa domanda:

La risposta breve?

Sei o al Polo Nord, oppure da qualche parte vicino al Polo Sud.

La risposta lunga?

Se parti dal Polo Nord, e segui le istruzioni, in pratica compi tre lati di un triangolo, tornando al punto di partenza, perché (con buona approssimazione) la Terra è una sfera.

Invece al Polo Sud, è più complicato: devi trovare una circonferenza di un miglio con il centro esattamente nel Polo, e poi iniziare a camminare da un punto che si trovi un miglio a Nord rispetto alla circonferenza che hai individuato.

Così con il miglio a Sud arrivi sulla circonferenza, con il miglio a Ovest percorri l’intera circonferenza, e con il miglio a Nord ritorni al punto di partenza.

E se non ti basta, ecco il video che spiega ancora meglio la risposta.

Se una matita e una gomma costano 1€ e 10 centesimi, e la matita costa un euro in più della gomma, quanto costa la gomma?

Il quesito professionale della matita

10 centesimi.

No, fermo!

Rifletti

Se fosse così facile, non te l’avrebbero chiesto, quindi è probabile che sia la risposta sbagliata.

Infatti è così: la risposta giusta è…5 centesimi (1,05€ + 0,05€ = 1,10€)!

In un orologio, quante volte le lancette delle ore e dei minuti si sovrappongono, nell’arco di 24 ore?

Quanto è importante portare l’orologio analogico al polso durante il colloquio di lavoro!

Ma in ogni caso non puoi aspettare di verificarlo controllando davvero le lancette, quindi la risposta è…22, contare per credere!

È in una stanza con 3 interruttori. Ogni interruttore accende un forno, posizionato al piano superiore. Come fa a sapere quale interruttore accende quale forno, potendo salire al piano superiore una sola volta?

In domande di logica di questo tipo, la cosa migliore da fare è fare domande, e ragionare a voce alta.

Se stai zitto, chi sarà di fronte a te non capisce se stai andando nella direzione giusta, oppure se stai brancolando nel buio; in entrambi i casi, non avrà modo di aiutarti.

Per questa domanda specifica, la risposta la trovi ragionando sul fatto che un forno, quando viene acceso, si scalda.

Quindi puoi capire la corrispondenza forno-interruttore se accendi due forni per un po’ e poi ne spegni uno: quando salirai al piano superiore, troverai un forno spento e freddo (l’interruttore che non hai toccato), un forno spento ma caldo (l’interruttore che hai attivato e poi spento) e un forno acceso e caldo (il terzo interruttore).

Deve tagliare una torta di compleanno in otto parti identiche, ma ha solo 3 tagli a disposizione. Come fa?

Risposta alla domanda puzzle sul taglio della torta

Ma come, hai un coltello che si autodistrugge dopo che lo usi tre volte? Perché hai comprato una cosa del genere?

Questa sarebbe una domanda intelligente, ma lascia perdere, non vale la pena farsela!

Dunque, restando nelle ipotesi iniziali, è abbastanza immediato capire come fare: con due tagli perpendicolari tagli la torta in quattro pezzi identici.

E poi?

Con l’ultimo colpo di coltello taglia la torta a metà in senso orizzontale: così i pezzi diventano otto, e il coltello può esplodere felice di aver raggiunto il suo scopo!

Si sveglia e trova 1000 email da leggere, ma ha il tempo di leggerne solo 100. Cosa fa?

Spengo cellulare, computer e cervello e torno a dormire. Quando mi sveglierò non avrò nemmeno il tempo di leggerne una, e avrò risolto il problema!

Potrebbe essere una soluzione, se non fosse che quando ti sveglierai non avrai neanche più un lavoro, probabilmente.

Cosa fai, ne leggi una ogni dieci? Purtroppo la fortuna non è al tuo fianco, e non è qualcosa su cui fare affidamento.

Rispondi cercando di dare una priorità alle conversazioni: magari selezionando gli indirizzi che sai essere i più importanti, o cercando una certa parola nei titoli, o ancora leggendo solo le risposte a conversazioni già iniziate.

È in una stanza buia, con 50 calze nere e 50 bianche: quante calze deve prendere come minimo per essere sicuro di uscire e avere un paio di calze dello stesso colore?

Domande strizzacervelli al colloquio lavorativo

Vediamo….la metà più 1, quindi 51?

Bel tentativo, ma la risposta è sbagliata. O meglio, sicuramente se prendi 51 calze, quando esci sei certo di averne un paio dello stesso colore, ma non è il numero più basso che puoi trovare!

Ragioniamo: quando prendi una calza, è di un colore.

Quando prendi la seconda, può essere dello stesso colore, o del colore opposto.

Ma quando prendi la terza, per forza fa il paio con una delle due calze precedenti: la risposta è 3!

Ci sono 3 casse, una è piena solo di mele, la seconda solo di arance, la terza contiene sia mele sia arance. Sono state etichettate male, e nessuna cassa contiene quello che dice l’etichetta. Puoi aprire una sola cassa senza guardare al suo interno, e dalla cassa che hai scelto puoi estrarre un solo frutto. Così facendo, devi riuscire a capire cosa c’è nelle varie scatole. Come fai?

Un po’ più complessa di altre, ma non impossibile.

Il punto centrale di questo enigma è quale cassa si decide di aprire. Infatti, devi prendere un frutto della cassa etichettata come “frutta mista”: visto che l’etichetta è falsa, il contenuto sarà solo del tipo di frutto che tiri fuori.

Se tiri fuori una mela, la cassa avrà solo mele. Quindi la cassa etichettata come “solo arance” deve per forza avere la frutta mista, e l’ultima cassa sarà solo di arance – e se tiri fuori un’arancia, segui lo stesso ragionamento e avrai la risposta.

Quante palline da golf possono stare in uno scuolabus?

Esempio di domande strane nei colloqui di lavoro

È una delle domande che si è diffusa di più a partire dai colloqui di Google, è anche stata tra quelle che hanno contribuito alla moda delle domande “brainteaser” nei colloqui di lavoro – soprattutto nei colloqui per lavori IT.

Infatti è una domanda assurda, che non richiede una risposta giusta: quello che richiede è un ragionamento, che sia valido e logico.

(Nemmeno chi ti farà questa domanda sa quante palline ci possono stare nello scuolabus!)

Allora dai loro quello che ti chiedono: ragiona a voce alta, spiega cosa faresti, usa carta e penna, e cerca di ipotizzare una risposta, senza dire il primo numero che ti viene in mente!

La Domanda Finale del Colloquio di Lavoro

Domande da fare al colloquio di lavoro

Ha delle domande da farmi?

Sì, le hai, devi averle.

Sai come si dice, “Non esistono domande stupide”?

In realtà per la tensione rischi di contraddire la saggezza popolare:

Ecco perché è meglio se ti prepari prima alcune domande da fare al colloquio di lavoro.

…e adesso sei pronto ad affrontare il tuo prossimo colloquio:

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